Al momento della formazione della cultura peucezia, il sistema insediativo della Puglia centrale si colloca in continuità con quello iapigio ed è caratterizzato da una rete diffusa di piccoli villaggi e capanne isolate, prevalentemente localizzati sulle sommità degli altopiani, su terreni fertili e in prossimità di fonti idriche. Tali collocazioni, oltre a garantire una naturale funzione difensiva, favorivano il sostentamento della popolazione e la gestione delle principali attività economiche, basate sull’agricoltura e sulla pastorizia.
Le abitazioni, costruite in argilla e materiali straminei sorretti da intelaiature lignee, presentano un’ampia varietà morfologica: la tipologia circolare è la più diffusa, ma si riscontrano anche forme ellittiche e rettangolari. Le differenze morfologiche, tuttavia, non sembrano riconducibili a criteri cronologici o geografici precisi, essendo spesso attestati contemporaneamente negli stessi siti.
A partire dall’età arcaica, si osserva una transizione dall’abitazione capannicola a costruzioni in muratura più solide, con zoccoli in pietra posti a secco, elevati in mattoni d’argilla e coperture in tegole fittili. In parallelo, si avvia un processo di progressiva aggregazione dei nuclei abitativi, che trova piena espressione in età ellenistica, quando gli insediamenti assumono una vera e propria fisionomia urbana.
L’accrescimento demografico, unitamente a un’evidente strutturazione politica e stratificazione sociale, costituisce il presupposto per un profondo processo di trasformazione urbana, che trova espressione sia nell’edificazione di imponenti cinte murarie, volte a definire e difendere lo spazio urbano, sia nella riorganizzazione interna dell’abitato attraverso una razionalizzazione degli spazi che si manifesta nella realizzazione di una rete viaria interna che scandisce i quartieri residenziali, all’interno dei quali si collocano botteghe e officine.
La distribuzione degli insediamenti mostra differenze significative: lungo la fascia costiera e sub-costiera, la densità degli abitati risulta maggiore, sebbene di dimensioni generalmente ridotte (con l’eccezione di Ceglie del Campo); nell’area murgiana, invece, emergono centri di estensione più ampia, come evidenziato dai casi di Altamura, Gravina in Puglia e Monte Sannace.
All’interno dei medesimi insediamenti coesistono tipologie abitative differenti, accomunate dall’impiego di tecniche costruttive analoghe. Le abitazioni più semplici, di modeste dimensioni, monovani o a due vani affiancati, si affiancano a edifici di più complesso sviluppo planimetrico, come le strutture ad atrio, talvolta dotate di decorazioni architettoniche. Questi ultimi erano destinati a individui eminenti, la cui collocazione all’interno dell’abitato non coincide necessariamente con le posizioni di maggior rilievo, come quelle acropolari.
