Peucezi

Geografia dei Peucezi

Approfondisci la geografia dei Peucezi e scopri l'estensione e i confini di questa cultura.

La Puglia fin dai secoli più recenti del II millennio a.C. era abitata dal popolo degli Iapigi. Dopo i primi secoli di omogeneità culturale, l'unitarietà degli Iapigi cominciò a frantumarsi a partire dal VII secolo a.C.

Dal finire dell'VIII secolo, infatti, la presenza di Taranto, colonia fondata da Sparta nel territorio iapigio, determinò cambiamenti significativi nella parte meridionale della regione. Diversi furono invece i contatti della parte più settentrionale inserita in scambi commerciali e culturali con l’Italia tirrenica e con l'altra sponda adriatica. Dal VII secolo, pertanto, nella cultura iapigia divengono riconoscibili tre tribù: i Dauni nella parte settentrionale, i Peucezi nella parte centrale, i Messapi in quella meridionale.

L'area definita Peucezia, grazie alle fonti letterarie antiche, ma più ancora grazie alle fonti archeologiche, è circoscrivibile in quello spazio che ha come confine orientale il mar Adriatico, come limite occidentale il fiume Bradano, che divide i Peucezi dagli Enotri, ma che allo stesso tempo è il luogo di intensi reciproci contatti. Meno netti i confini settentrionali e meridionali che passano l'uno all'incirca da Ruvo di Puglia, l'altro da Egnazia. Le aree di confine, come è naturale che sia, mostrano i segni di una cultura ibrida e non sempre inequivocabilmente e uniformemente orientata nel corso dei secoli.

Il territorio della Peucezia è composto da una estesa fascia costiera pianeggiante e da un'altrettanto estesa parte interna collinare, costituita dai rilievi delle Murge e dalle sue parti più digradanti. Gli insediamenti interni della Peucezia sono posti tutti su alture, ma nessuno di questi è a una quota sul livello del mare più alta di 500 metri: Santeramo in Colle, fra tutti a quota più elevata, è a 489 m s.l.m. Nonostante l'altimetria contenuta, la posizione morfologicamente emergente di siti quali Gravina (370 m s.l.m.), Altamura (467 m s.l.m.), Monte Sannace (382 m s.l.m.) consentiva una visibilità reciproca e una efficace rete di controllo del territorio.

Le caratteristiche geomorfologiche e il clima della Puglia centrale, fra IX e III secolo a.C. non molto diverso da quello attuale, rendevano il territorio privo di corsi d'acqua adatti all'approvvigionamento idrico. Tuttavia, l'umidità e la piovosità e soprattutto la natura carsica del sottosuolo rendevano facilmente disponibili fonti idriche rendendo il territorio ben adatto alla vita. Sorgenti naturali e pozzi che captavano l'acqua di falda sono ben documentati archeologicamente.

Inoltre le gravine e ancor più le lame, solchi erosivi di origine carsica, che solcano il territorio originandosi dalle alture murgiane, portavano fino al mare le acque meteoriche stagionali assumendo quasi l'aspetto di fiumi nei momenti di maggiore piovosità.

Illustrazioni

La Peucezia e i siti al confine sud-ovest