Peucezi

Lingua e scrittura

Approfondisci lingua e scrittura e scopri come questi aspetti siano importanti per comprendere la cultura peucezia.

La lingua parlata in Peucezia prima dell’arrivo romano in Puglia era il messapico. Il nome con cui si identifica questa lingua si origina dall’area più a sud della regione, la Messapia, che ha restituito il numero più alto di iscrizioni fino ad oggi attestate. Le più antiche risalgono alla prima metà del VI secolo a.C., mentre a partire a partire dal II secolo a.C. – dopo la fase di massima produzione epigrafica di III secolo a.C. – si comincia a notare una riduzione del numero di epigrafi, essendo ormai già avviato quel processo culturale che porterà alla completa latinizzazione della regione e al conseguente abbandono della lingua messapica.

La presenza delle colonie greche nel sud Italia, lo scambio di merci e di culture, hanno favorito diversi imprestiti linguistici, come il greco ἀργύριον (argento, denaro) assimilato come argorian in messapico o nomi messapici entrati in uso a Taranto e in seguito assimilati come gentilizi latini. Oltre al greco, le sole lingue vicine sono i dialetti oschi, aldilà del fiume Sele, le cui testimonianze epigrafiche si datano a partire dal IV secolo a.C., quindi in un periodo più tardo rispetto all’inizio dell’epigrafia messapica di VI secolo a.C.

L’inventario dei segni utilizzati dal messapico è pressoché coincidente con l’alfabeto di Taranto ma, come spesso avviene nell’acquisizione di un alfabeto, vengono sempre operate modifiche di adattamento che possono prevedere l’eliminazione, l’addizione o la modifica di alcuni segni per far sì che il set alfabetico originario si adatti alle esigenze della lingua ricevente. Nel messapico viene eliminato il <φ> greco che viene sostituito con una <p> – come nel nome divino Aprodita – e vengono introdotti altri segni, come quelli a freccia, a tridente e a croce di S. Andrea.

Nel suo insieme, composto di circa settecento iscrizioni, l’epigrafia messapica costituisce un piccolo ma importante tassello nell’ambito dell’area linguistica indo-europea e del Mediterraneo antico, caratterizzato dall’isolamento rispetto agli altri rami della famiglia linguistica indo-europea. Le caratteristiche di questa lingua, infatti, rendono difficile stabilire con quale gruppo linguistico, all’interno della famiglia indo-europea, il Messapico presenti legami più stretti. Un’altra difficoltà risiede nel suo essere una lingua di frammentaria attestazione: le testimonianze epigrafiche sono lacunose e sono per lo più rappresentate da nomi propri.

Le iscrizioni messapiche sono solitamente scritte da destra a sinistra, con alcuni casi più antichi di boustrophedon o di falso boustrophedon, ovvero una scrittura “a nastro” che procede in un senso fino al margine scrittorio e prosegue a ritroso nel senso opposto.

Le sepolture rappresentano i luoghi più diffusi di espressione della lingua messapica, ma non mancano aspetti della vita quotidiana o iscrizioni rivolte agli dèi, capaci di restituire frammenti di vita religiosa.

Illustrazioni

L’alfabeto messapico arcaico

Lastra in pietra calcarea da Ruvo di Puglia con il nome della divinità Damatura